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Sede dell’evento: Bruxelles, rue d’Ardenne,(Belgio)
Spazio espositivo: Parlamento Europeo – Salone espositivo
Data di inaugurazione: 13 maggio 2008
Titolo: Frammenti
Opening: 13 maggio 2008
Chiusura: 16 maggio 2008
Frammenti: esposizione personale dell’artista Maria De
Stefano, in arte Desma. Dipinti, assemblages, sculture unite
da uno speciale filo conduttore: il filo di seta che, dagli
antichi telai dell’Italia meridionale, giunge nelle abilissime
mani di Desma e, attraverso esse, si fonde meravigliosamente
con fluidi colori, accoglienti legni e calde argille.
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Orari di apertura:
dalle 10:00 alle 18:00
Ingresso libero
Recapito:
maria.destefano.cz@gmail.com
Patrocinio: Presidenza Regione Calabria
Ufficio stampa: CratCatanzaro a cura di Mirella La Cava
Curatori: Cesare Mulè, Mirella La Cava.
Artista: Maria De Stefano
Mediterraneo di M.De Stefano
TESTO CRITICO: La Donna Antica con il filo della memoria evoca
il destino. Le sue dita dipanano e compongono frammenti di
terre lontane. In Maria De Stefano riemergono così materiali e
gesti antichi che restituiscono alla modernità testimonianze e
creazioni che hanno formato con gradualità lenta la civiltà
dell’espressione. Sono strati o fasce di paesaggi non abitati;
sono colori distintivi di percezioni che si allineano
paralleli: deserti ocra, verdi profondi, cerulei cieli che
s’implementano caricandosi di azzurri e di blu, meravigliosi
orizzonti di quella Calabria che ha accolto e ispirato
l’artista.
I ricordi esistenziali
sono punti, grumi e groppi che punteggiano le strip con
destrezza. La fantasiosa gioca lenta ed adombra e inventa con
dolcezza perché la Donna Antica è paziente ed ha un ritmo
cadenzato e consonante con il ritmo del cosmo. A volte esso si
placa e consente all’Altro di perdersi nell’intreccio o di
ritrovarsi nel recupero di sé. Con De Stefano l’arte calabrese
respira l’aria della cultura europea pur custodendo arcani
disegni di lontane tradizioni rimeditate e riproposte.
Così attingendo alla
fonte della tradizione mediterranea l’artista sceglie le fibre
di ginestra, di lino, di cotone, ma è la carezzevole seta
filiforme, rigorosamente nazionale e preferibilmente
calabrese, che ella dipana e tesse creando arazzi con un mix
vario di tecniche dal soumak al chinè, al pointillè
miniaturizzando paesaggi reali e fantastici.
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