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Per
la stagione 2007/2008, che segna dieci anni esatti dalla sua
fondazione, il Libero Teatro progetta il riallestimento e la
messa in scena di "Follia - Frammenti da Macbeth e Romeo e
Giulietta".
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Presentato per la prima volta nel 2000 come esito di un
laboratorio realizzato presso l'Università della Calabria,
riallestito in seguito nel 2001, Follia è una delle prime
produzioni che ha fatto conoscere al pubblico la poetica del
regista Max Mazzotta e del Libero Teatro, con un impatto
notevole sui giovani come sugli spettatori adulti. La sua
ripresa, che si avvale dell'importante collaborazione del
Piccolo Teatro di Milano, è l'occasione per misurarsi di nuovo
con la sublime materia della tragedia Shakespeariana e con la
consapevolezza maturata in un percorso di studio e ricerca sul
Teatro Elisabettiano che dura da dieci anni.
Questo felice incontro tra il Piccolo di Milano ed il Libero
di Cosenza ha dato vita ad un importante evento che lo scorso
anno con "Vita di Galileo" di B. Brecht ha concluso un
progetto didattico-teatrale durato due anni. Per il Libero
Teatro il modo migliore per celebrare il proprio anniversario
è portare ancora una volta il frutto di questo percorso al
Teatro Rendano di Cosenza.
Posto Unico 6 €
Conferenza stampa di presentazione
Sabato 16 Febbraio 2008, ore 11:30
Sala E.Morante, Casa delle Culture, Cosenza
Per ulteriori informazioni:
liberoteatro@yahoo.it 094 493070
349 8560902
Follia
Frammenti da Macbeth e Romeo e Giulietta di W. Shakespeare
Regia di Maximilian Mazzotta
Con Marina Sorrenti, Angelo Aiello, Chiara De Bonis, Paolo
Spinelli, Meruska Staropoli, Donato Martano, Francesca Gariano,
Graziella Spadafora, Francesco Votano, Maria Todaro, Francesco
Aiello, Claudia Capparelli, Antonella Cerra, Luca Muoio, Carlo
Gallo.
Consolle luci Iris Balzano; Consolle audio Gemma-Anaïs
Principe; Direttore tecnico Gennaro Dolce; Responsabile di
scena Danilo Lofaro; Costumi Piccolo Teatro di Milano a cura
di Meruska Staropoli; Oggetti di scena Gianluca Salamone.
Progetto Scuole - Organizzazione Francesca Gariano, Iris
Balzano, Gemma-Anaïs Principe.
Traduzione e Riduzione testi a cura di Donato Martano e
Maximilian Mazzotta.
Lo Spettacolo si propone di offrire al pubblico un'indagine
poetica organica ed originale sulle tematiche della tragedia
shakespeariana, concentrando l'attenzione sul sottile legame
tra amore e follia che costituisce il nucleo centrale del
Macbeth e di Romeo e Giulietta.
La scelta di rappresentare due tragedie in una unica messa in
scena è motivata da considerazioni di carattere tanto poetico
quanto didattico; i due drammi possono essere letti come
un'unica riflessione sullo stesso tema, quello della follia e
della perversione che l'amore può generare, spostando l'occhio
dell'osservatore da due angolazioni diverse. Così, se Romeo e
Giulietta sono le vittime innocenti di una follia che striscia
inesorabile intorno a loro, e che non si placherà se non con
il loro sangue, Macbeth è contemporaneamente nerissimo
carnefice e vittima di un amore malato, contaminato dalla
brama di potere e irriso dalle forze dello spirito, che
terminerà in un'orgia di crudeltà e autodistruzione; allo
stesso modo, se Giulietta resta nel nostro immaginario come
incarnazione poetica dell'amore più puro, il suo specchio non
può che essere Lady Macbeth, che come Eva precipita l'uomo
nell'inferno della sua follia.
Le due tragedie sono l'una lo specchio dell'altra anche da un
punto di vista narrativo; se il Macbeth è assolutamente privo
di ironia (anzi, è forse la tragedia della mancanza di
ironia), Romeo e Giulietta nasce e si sviluppa con tutti i
caratteri della commedia; per di più, una commedia che ha
innumerevoli punti di contatto con una realtà calabrese
neanche tanto lontana: volendo esagerare, Romeo e Giulietta ci
mostra due ragazzi che tentano una 'fujitina' nel contesto di
una tragica faida familiare, con tanto di padre-padrone,
cugino sbruffone e nutrice sboccata.
Nasce da qui la scelta di accostare alla suprema poesia di
Shakespeare la forza espressiva del dialetto calabrese, un
accostamento che in Romeo e Giulietta ha il pregio di rendere
i personaggi estremamente vividi e riconoscibili, oltre ad
offrire innumerevoli spunti comici.
L'apparente contrapposizione del tragico e del comico rende
l'indagine sui personaggi lucida ed approfondita, offrendo ad
un pubblico giovane un approccio accessibile all'universalità
del teatro di Shakespeare.
La rappresentazione contemporanea delle due tragedie diventa
possibile proprio se si sceglie di giocare sulla molteplicità
e sulla contrapposizione dei linguaggi. In questo, una miniera
di possibilità è offerta dal doppio ruolo che ciascun attore è
chiamato ad interpretare nell'intreccio dei due racconti; se
vedere Macbeth nei panni di Mercuzio riesce quasi a farci
perdonare le sue atrocità, vedere Romeo nei panni del portiere
di Duncan ci fa sorridere della sua solitudine e della sua
saggezza. Ed è proprio la duplicità del rapporto
attori-personaggi che permette di passare da una tragedia
all'altra senza che il racconto subisca traumi, una narrazione
per quadri giustapposti che risulta fluida ed accattivante.
Le "porte" che permettono il salto spazio-temporale sono
nascoste fra le righe dei due testi, basti pensare solo
all'infinità delle soluzioni sceniche offerte dalla presenza
delle streghe nel Macbeth. |