|
CURINGA (CZ)
CONVEGNO NAZIONALE
CONSERVAZIONE NELL’INNOVAZIONE
.……………………………………….
Motivazioni scientifiche del Convegno
Valorizzare e innovare i piccoli comuni per vincere le sfide
del futuro - Appunti per un confronto
I centri storici di antiche città si costituiscono oggi come
luoghi della memoria e svolgono a livello sociale una funzione
identitaria sempre più ricercata.
Ciò comporta la necessità per Amministratori locali,
associazioni ed esperti di interessarsi dei processi di
trasformazione locale in atto per leggerne le possibili
evoluzioni ed individuare strategie efficaci di intervento.
I centri storici calabresi per lo più piccoli, costituiscono
un patrimonio architettonico storico ed urbano che spesso si
fonde con i valori naturali ed ambientale dei territori di
appartenenza.
Il rilancio si basa sulla convinzione che la salvaguardia
dell’ambiente sia il cuore di un progetto in grado di
coniugare al meglio tutela e sviluppo locale, bisogni
ambientali ed interessi sociali, ridando dinamismo e
centralità alle comunità e alle identità locali come chiave
per competere nello scenario globale.
Non si deve pensare ai centri storici come ai “borghi”, in
senso stretto, ma a “territori” che al loro interno vedono la
presenza di patrimoni insediativi e di importanti risorse
ambientali e paesaggistiche.
I piccoli comuni si stanno affermando, inoltre, come luoghi
ideali per la sperimentazione e lo sviluppo di energie pulite.
È nei piccoli centri, dove si concentra vasta parte dei beni
culturali, dei prodotti tipici e dell’artigianato artistico,
che spesso la qualità italiana trova le radici della sua
competitività.
Grazie all’incontro tra saperi e tradizioni qui si sviluppano
economie ad alto valore aggiunto: le “soft economy”, in grado
di produrre maggior benessere e consumare meno risorse.
In questi territori crescono competenza e innovazione
tecnologica.
Il recupero della ricchezza formale ed ecologica del
paesaggio, la valorizzazione della qualità culturale degli
insediamenti storici, il riconoscimento dei valori naturali
(esistenti e potenziali) e del complessivo agroecosistema,
sono obiettivi che possono essere ricondotti all’interno di un
unico quadro di riferimento che fornisca una chiave
interpretativa e progettuale nella quale i tanti piani,
progetti e pronunciamenti possano collocarsi armoniosamente, o
almeno in modo coordinato e non contraddittorio.
I processi di trasformazione in atto sul territorio agricolo
del Lametino richiedono approfondite riflessioni su quello che
è stato e che non può più tornare e quello che potrebbe essere
ma non è ancora, quando si volesse consegnare il tutto alla
nuova fascia di fruitori che sostituiranno i contadini di un
tempo.
Necessita favorire il recupero dei centri storici con norme
meno rigide e più rispondenti alle esigenze dei cittadini e
delle attività proponendo sistemi di finanziamento per il
restauro e la ristrutturazione degli edifici.
Individuare le opere e gli interventi pubblici necessari per
rivitalizzare e migliorare le attrezzature e gli spazi
pubblici.
Individuare gli edifici di valore storico-ambientale, che
rappresentano un patrimonio collettivo di valori civili e
culturali, e favorire il loro recupero, nel rispetto dei
propri caratteri tipologici, con la messa a punto di regole di
intervento e di sistemi di finanziamento che sostengano la
tendenza già in atto al riuso.
Questo deve avvenire senza lo sradicamento dell’identità dei
luoghi.
Ciò implica andare oltre la manutenzione ordinaria; significa
anche stimolare la domanda sottesa, la domanda inespressa;
significa estendere la cura che abbiamo verso gli spazi
dell’intorno, gli spazi che sono di ciascuno di noi, anche a
quelli del contesto, cioè di tutti.
Occorre, quindi, andare verso il superamento della cultura dei
due tempi, che tanto ha connotato una certa politica sociale
degli ultimi decenni: prima le infrastrutture e poi lo
sviluppo; prima la tassazione e poi i servizi; prima la
pianificazione e poi la realizzazione.
La modernizzazione del territorio è perseguibile solo
favorendo la messa in campo di economie.
Oggi, l’intera economia regionale è in movimento.
Ovunque si denota un risveglio dell’imprenditoria agricola.
Forse frutto di un inedito interesse verso il lavoro primario,
probabilmente per un’ormai più diffusa consapevolezza, una
convinzione comune circa lo sviluppo possibile e compatibile
di una regione che, si avverte, dovrà crescere ripassando
attraverso la cruna stretta e selettiva di un opportuno
adeguamento dell’agricoltura alle sfide, sempre più
tecnologicamente sofisticate, dell’«agro-bussines» europeo e
mediterraneo.
E’ tempo di erogare servizi e costruire supporti di sviluppo,
fondata su una diversa immagine, una rinnovata
professionalità, una più accorta intelligenza strategica da
devolvere nella divulgazione, nella ricerca applicata e nella
sperimentazione sui campi.
Per conseguire questa «qualità globale», non può più
coesistere l’agricoltura, sprequata ed iniqua, «dell’osso e
della polpa».
Per superare questa frattura bisogna disporre e comporre sul
territorio una presenza agricola solidale con l’ambiente e con
i centri storici. Un territorio agricolo compatibile con le
vocazioni dei luoghi anche in termini di resa e di profitto
aziendale.
Questa agricoltura non può essere né monopolistica né tanto
meno monoculturale. Se non a rischio di soffocare il
pluralismo dei soggetti sociali ed economici presenti nel
settore, di prosciugare quell’immenso giacimento di
peculiarità e preziosità rappresentato dalla varietà e
multiformità delle tante nicchie eco-agricole, disseminate sul
territorio.
Per cui accanto all’urgenza dello sviluppo, c’è anche
l’esigenza di una crescita integrata, basata su progetti
strutturali e investimenti selezionati, nell’intento di
migliorare tecnologie agricole per ampi tratti ancora
arcaiche, risolvere il conflitto tra innovazione e
modernizzazione dell’impianto aziendale, e rapporti
economico-produttivi concreti, in quanto espressione, spesso
incalzante, di un favorevole quanto atteso rapporto tra costi
reali e profitto dei coltivatori.
Le politiche globali sull’energia interagiscono con forza
nella riorganizzazione degli spazi rurali e sulla
riqualificazione dei piccoli centri.
E’ evidente, infatti, come le aree rurali siano al centro di
importanti progetti di produzioni di energia da fonti
rinnovabili e come questo processo sia destinato a crescere,
via via che diversi fattori (dall’instabilità nella regione
dei paesi fornitori, alla pressione per la riduzione dei gas
serra) renderanno sempre più pressante il passaggio dalle
fonti energetiche non rinnovabili alle energie alternative.
Centri storici minori e paesaggio agrario: Valorizzazione e
Recupero
19 GENNAIO 2008 ORE 9,00
Con il patrocinio:
Consiglio regionale della Calabria
Assessorato alle Politiche del Territorio e alla
Pianificazione Territoriale
Provincia di Catanzaro
Consiglio Nazionale degli Architetti, P., P., e Conservatori
Banca CREDEM
Intervengono:
Dr. Antonio Ferraro
Sindaco del comune di Curinga:
Geom. Domenico Lorusso
Assessore all’urbanistica e LL.PP.
Prof. arch. Francesco Suraci
Facoltà di Architettura - Università Mediterranea di Reggio
Calabria
(Coordinatore Scientifico del Convegno)
Dr. arch. Antonio Giuseppe Zizzi
Consiglio Nazionale degli Architetti, P.,P., e Conservatori
Dr. arch Biagio Cantisani
Presidente Ordine provinciale degli architetti, P., P. e C.
della provincia di Catanzaro
Dr.arch Fabio Foti
Presidente Ordine provinciale degli architetti, P., P. e C.
della provincia di Vibo Valentia
Prof. Vito Teti
Università della Calabria
Prof. ing. PierLuigi Maffei
Facoltà di Ingegneria - Università di Pisa
Prof. MariaTeresa Lucarelli
V. Preside Facoltà di architettura - Università Mediterranea
di Reggio Calabria
Prof. ing. Fabio Fantozzi
Presidente Corso di Laurea Ingegneria Edile - Universita’ di
Pisa
Prof. ing. Francesco Cecati
Soprintendente per i Beni Architettonici e per il Paesaggio
della Calabria
Prof. urb. Domenico Passarelli
Presidente Cdl in Pianificazione Territoriale, Urbanistica e
Ambientale - Università Mediterranea di Reggio Calabria
Dr. Claudio Novembre
Associazione Borghi Autentici d’Italia
Ing. Giuseppe Sirianni
Assessore alle Politiche del Territorio e alla Pianificazione
Territoriale della provincia di Catanzaro
On. Luigi Incarnato
Assessorato LL.PP. Regione Calabria
On. Michelangelo Tripodi
Assessorato Urbanistica e governo del territorio Regione
Calabria
On. Pino Guerriero
Consiglio regionale della Calabria
Moderatore dei lavori
Dr. Pietro Melia
Giornalista RAI 3
Hanno aderito al Convegno:
Comune di S. Pietro a Maida ( Sindaco Dr. Giuseppe Arena)
Associazione Borghi Autentici d’Italia
Legacoop Calabria
EDILCASSA CALABRIA
AGRIMED
E.F.E.P.I.R. Calabria
UrbanistiCalabria
UrbaTerr
Pro-Loco Curinga
Associazione per Curinga
Prof. arch. Francesco Suraci (Coordinatore Scientifico del
Convegno)
Per maggiori informazioni:
http://www.lavoripubblici.info/
|