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La compagnia teatrale Lalineasottile di Castrolibero sta
rappresentando, in occasione della Giornata della Memoria, per
le scuole della provincia di Cosenza lo spettacolo
TEREZIN Le farfalle non volano qui
Interprete Antonella Carbone
regia Massimo Costabile
« Terezin. Le farfalle non volano qui » , una proposta di
teatro di narrazione in cui si affronta la terribile realtà
dei bambini che furono internati nel lager di Terezin prima di
essere uccisi nelle camere a gas e bruciati nei forni
crematori ad Auschwitz.
Nel campo di concentramento di Terezin furono rinchiusi 15.000
bambini di cui solo un centinaio riuscì a sopravvivere. La
loro vita, conclusasi in un breve arco di tempo, fu
dolorosissima , un vero inferno in terra, le sofferenze sia
fisiche che morali furono allucinanti e inimmaginabili.
Durante il periodo di internamento i bambini, tutti al di
sotto dei 14 anni, riuscirono a scrivere poesie e comporre
disegni, Attraverso le loro opere, i bambini di Terezin hanno
continuato a vivere e a comunicare i loro sentimenti, le
paure, il terrore, la rabbia, l’angoscia, l’ansia, le
speranze, i sogni dei loro ultimi giorni, mentre erano
prigionieri, soli e abbrutiti dalla fame, dalle malattie, dal
freddo, dalla violenza a cui, senza sosta, venivano
sottoposti.
Disegni e poesie che descrivono la vita squallida del ghetto,
ci comunicano un senso di oppressione e un’angoscia che toglie
il respiro. Disegni e poesie che richiamano il sogno, il
ricordo, la speranza, il desiderio di ritornare a vivere. Ed
ecco che un bambino disegna una rosa e ne sente per un attimo
il profumo penetrante o una farfalla e ne vede il colore
giallo “così intenso, così assolutamente giallo” o la sua casa
in cui spera di ritornare un giorno o un giardino pieno di
fiori, ma la tristezza infinita e la malinconia struggente
esplodono quando amaramente il bambino è costretto ad
ammettere che nel ghetto non volano farfalle, non penetra la
luce, non si sente il calore dei raggi del sole e i fiori nel
piccolo giardino fioriranno quando il bambino sarà morto.
Con l’ausilio di qualche oggetto e di immagini/video
l’attrice, sola in scena, nel doppio ruolo di narratrice e di
superstite, ci fa rivivere da una parte, le sofferenze, le
paure, la disperazione, la solitudine nel campo di
concentramento di Terezin e dall’altra, attraverso i disegni e
le poesie, la speranza dei bambini di rivedere di nuovo una
farfalla volare sui prati
Si ricrea quello che i bambini di Terezin hanno cercato di
rispondere con la loro dolcezza e con il loro infantile dolore
ad uno dei più allucinanti avvenimenti dell’ultimo conflitto
mondiale.
Calendario di gennaio:
22-23 Castrolibero
24 San Giovanni in Fiore
25 Cosenza
28 Frascineto
29 Castrolibero
30 Laino Borgo |