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BOVALINO - Ricorre
oggi il 20° anniversario della morte di Giorgio Almirante, lo
storico segretario del MSI. Il Circolo Territoriale di
Alleanza Nazionale di Bovalino (a Lui intitolato) ricorda, con
un comunicato, la figura ed il ruolo del Padre della Destra
Italiana “E' a dir poco difficile – si legge nel comunicato -
immaginare la destra italiana di oggi senza l'opera di Giorgio
Almirante. Senza di lui non saremmo quelli che siamo. Senza di
lui non saremmo qui.
Questa destra non è figlia del caso o dell'improvvisazione. E'
figlia del lungo cammino che Almirante, con altri, intraprese
agli albori della Repubblica.
A quel cammino si sono aggiunti, nel tempo, altri italiani
perbene, altre intelligenze, altre storie. E se questa
aggregazione è stata possibile, ciò si deve al modo generoso
con cui Almirante guardava all'impegno politico.
Mai sterilmente nostalgico, mai ripiegato su se stesso, mai
ostile al nuovo, Almirante ci ha insegnato a puntare al
futuro, a guardare al domani. Era un uomo che ha avuto un
destino curioso, quello di anticipare i tempi con una lucidità
straordinaria. Parlava di pacificazione quando gli altri si
ostinavano a parlare di divisione degli italiani. Parlava di
riforme istituzionali e costituzionali quando per gli altri la
Costituzione era un tabù intoccabile. Parlava di moralità
pubblica quando gli altri si rifiutavano di mettere in
discussione il sistema delle tangenti. Parlava di Patria
quando gli altri la beffeggiavano e la deridevano. Parlava di
Europa quando l'Europa era lontana, inarrivabile. Un
anticipatore, insomma, uno che guardava al futuro, che lo
intuiva e lo progettava.
Ricordare Giorgio Almirante – continua il comunicato - non è
dunque doveroso e dolce. È necessario. Necessario per noi e
per tutti coloro che, come lui, vogliono immaginare un'Italia
civilmente pacificata, politicamente rinnovata, moralmente
pulita ed europea. Di quell'Europa che tanto amava perché vi
ritrovava le radici culturali della nostra civiltà feconda e
inarrivabile.
Lezione politica altissima, la sua. Che ne fa uno dei padri di
quell'Italia civile che la politica ha spesso ignorato e
offeso.
Il nostro compito, rinnovando le istituzioni, è quello di
ricomporre il giusto equilibrio fra politica e società, fra
governati e governanti, proprio così come Giorgio Almirante
voleva.
Se ci riusciremo avremo compiuto l'opera che egli ci aveva
insegnato. Sarebbe il traguardo più bello per tutti”.
Il comunicato si conclude con il riferimento ad una
significativa frase di Almirante: “Quando la tua verità
fiorisce sulle labbra del tuo nemico, devi gioire: è il segno
della tua vittoria” e ad una lettera scritta alla moglie assai
toccante: “Ho diffuso amore per idee buone e semplici. Di più
non potrò mai fare. Ed è bene che uomini come me non
raggiungano il successo. Degli uomini come me si deve poter
dire: era fatto per i tempi duri e difficili, era fatto per
seminare e non per raccogliere, era fatto per dare e non per
prendere… Vorrei tanto che, quando non ci sarò più, si dicesse
di me quello che Dante disse di Virgilio: facesti come Colui
che cammina di notte e porta un lume dietro a sé e con quel
lume non aiuta se stesso. Egli cammina al buio, si apre la
strada nel buio, ma dietro di sé illumina gli altri”. |