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sabato 13 marzo 2010, ore 17
Cinema Teatro “Italia” – Cosenza
presentazione del film:
La vita le opere e le storie di Filomena Longo
(così passavamo il tempo)
di Tonino Principe
seguirà:
“ Passaggi di Memorie tra Suoni ed Atmosfere ”
di Cinzia Minotti e Giuseppe Ponzo
interventi
- Fulvia CALIGIURI, Amministratrice “ TORRE di MEZZO ”
- Fabiola CENISIO, Spec. Scienza e Tecnica delle Piante
Medicinali
- Ermanno CRIBARI, Accademia Alimentare Italiana
- Gemma-Anaïs PRINCIPE, Storico dell’Arte
- Nello COSTABILE, Regista Teatrale
modera Francesco CANGEMI, Giornalista Calabria Ora
Il film racconta la vita di Filomena Longo, nata a
Fiumefreddo Bruzio nel 1909 e trasferita a Mendicino nel
1912, insieme alla famiglia. Racconta la sua infanzia e
quella delle sorelle, tra le quali mia madre. E’, anche,
la storia di una parte della mia infanzia, quando,
appena liberi da impegni scolastici, lasciavamo Cosenza
e con la famiglia trascorrevamo a Merenzate di Mendicino,
in casa dei nonni materni, le festività di Natale, di
Pasqua e le vacanze estive. Nel film la narrazione si
svolge intorno all’intervista realizzata negli anni
1993-94. E’ narrata la vita di una donna, come
tantissime altre, vissute nell’anonimato. Il racconto è
segnato dal ricordo degli avvenimenti più significativi
che attraversano la sua vita. Il brutto ricordo delle
due guerre mondiali e, giorno dopo giorno, per tutta la
durata dell’anno agrario, il saggio e paziente lavoro
nei campi, contrappuntato dalla descrizione degli usi e
dei costumi che accompagnavano le attività del mondo
contadino. L’attività agraria non si interrompe,
soltanto brevi pause in occasione della partecipazione
alle manifestazioni della tradizione religiosa. Dotata
di una forte determinazione, Filomena Longo vive la vita
familiare con semplici regole che le indicano un preciso
scopo: la produttività e l’economia nel bilancio
familiare e nella testa un pensiero essenziale: la sana
alimentazione del corpo e dello spirito.
Dice Filomena Longo:
“se si perde l'uso delle provviste si perde l'uso delle
mani... si lavora col cervello, con le mani, con la
mente, ci ricordiamo delle cose che facevano le nonne,
le mamme... noi impariamo ai nostri figli, ai nipoti”
e aggiunge:
“questo film è importantissimo perchè mi ha fatto
ricordare tutte le cose da bambina, da grande... di mia
madre... mio padre... io ti ho raccontato poco della mia
vita ma se potessi raccontare, ogni giorno, un giorno
della vita passata... camperei altri 85 anni”.
Filomena Longo muore nel 1999.
Il film si può annoverare tra i primi esempi di quel
cinema che tempo fa, molto tempo fa, ho voluto definire
“cinema del rispetto”.
Gemma - Anais Principe |