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Catanzaro si affaccia sul golfo di Squillace, nel mar Ionio,
dove secondo alcuni studiosi si trovava il porto del regno dei
Feaci, nel quale, come racconta Omero nell'Odissea, Ulisse fu
accolto e raccontò la sua storia.
Catanzaro è
conosciuta come la "Città tra due mari", in quanto è
situata nell'istmo di Catanzaro, ovvero la striscia di terra
più stretta d'Italia, dove soli 30 km separano il
mar Ionio dal mar Tirreno. Ciò consente di vedere
contemporaneamente, dai quartieri nord della città in alcune
giornate particolarmente limpide, i due mari e le isole Eolie. È
detta inoltre Città dei tre colli corrispondenti ai tre colli
rappresentati nello stemma civico che sono il colle di San
Trifone (oggi San Rocco), il colle del Vescovato (oggi Piazza
Duomo) e il colle del Castello (oggi San Giovanni).
Catanzaro era infine anticamente conosciuta, come la
Città delle tre "V", riferite a tre caratteristiche
distintive della città, ovvero:
V di San
Vitaliano, santo patrono;
V di vento in quanto costantemente battuta da forti brezze
provenienti dal Mar Ionio e dalla Sila;
V di velluto in quanto importante centro serico fin dai tempi
dei Bizantini.
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Musei:
Museo Storico
Militare
Polo museale
multifunzionale sviluppato su tre piani
Museo
provinciale "Villa Margherita"
La casa della
memoria
Museo
risorgimentale
'Museo della
seta
Gipsoteca
Jerace
Museo
diocesano
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Teatro:
La
tradizione teatrale della città risale al tardo Seicento
quando in occasione della nascita dell'erede al trono spagnolo,
ci furono quasi due mesi di rappresentazioni che animarono
piazza San Giovanni. Le attività teatrali si continuarono a
svolgere nelle piazze cittadine e in un piccolo teatro in piazza
Duomo, distrutto dal terremoto del 1783.
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Tradizioni e folclore
Il culto di
San Vitaliano da Capua venne introdotto, con la traslazione
delle reliquie del santo, giunte dal santuario di Montevergine e
da Benevento, in una apposita cappella della cattedrale voluta
dal conte Pietro Ruffo nel 1311. Dopo la rovina della cappella
le reliquie furono trasferite ufficialmente dal vescovo Nicolò
Orazio nel 1583. Secondo la tradizione dal suo sepolcro sarebbe
trasudato un liquido miracoloso detto "manna".
Il santo è
ricordato il 16 luglio, in ricordo probabilmente della prima
traslazione delle reliquie, ma viene celebrato a Catanzaro anche
in occasione della domenica in albis. Nel 1922 fu celebrato
solennemente il settimo centenario dell'arrivo delle reliquie. |