Vacanze & Turismo Morano Calabro (CS)
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MORANO CALABRO
Dal 2003 detiene la nomina di centro fra i "Borghi più belli d'Italia", Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, per la sua pittoresca posizione geografica e per la pregevolezza delle opere artistiche custodite. Recentemente il suo nome è stato inserito nella prestigiosa lista delle destinazioni europee del Progetto EDEN della Commissione europea.
Ricordata col nome di Muranum nella lapide di Polla (130 a.C.), Morano fu importante Statio sulla via Consolare romana Popilia-Annia e ricordi classici sembrano essere ancora la ripartizione dei terreni agricoli delle sue campagne, correttamente delimitati da muretti a secco, che nella regolare scacchiera, ben visibile dall'alto del Castello, richiamano alla mente la Centuratio romana. Il paese è documentato già nell'Itinerarium Antonini del III sec. circa come Summuranum (sub Muranum). In epoca medioevale è attestato nelle RDApLC (Cassano al Jonio) per l'anno 1324 "In castro Morani".
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Importante luogo
militare nel medioevo, difeso da un castello di epoca normanna, Morano fu ricco feudo prima di Apollonio Morano e poi di Antonello Fuscaldo. In età aragonese dei Principi Sanseverino Bisignano e poi dei Principi Spinelli di Scalea che lo terranno fino all'eversione della feudalità, nel 1807. A partire dalla metà del XIX secolo una forte corrente emigratoria, specie verso l'America del sud, ne ha decimato la popolazione che in questi anni sembra essere in lenta ma costante ripresa.
Ruderi del Castello
normanno. Nel XIII sec. venne edificato un vero e proprio Castello,
su quello che doveva essere ancora solo un possente torrione, dotato
di una imponente torre quadrata e due basi cilindriche più una cinta
muraria, divenendo Castello Regio. Più tardi, tra il 1515 e il 1546,
il maniero fu rimaneggiato e restaurato da architetti napoletani
sull'esempio del Castel Nuovo di Napoli, a pianta rettangolare e sei
torrioni, per conto del principe Antonio Sanseverino che lo elesse a
propria residenza. I Sanseverino erano stati investiti del feudo di
Morano da Ferdinando I d'Aragona che li sostituì alla signoria dei
Fasanella.
Collegiata dei Santi S. Pietro e Paolo. La chiesa sorge nella parte
più alta del paese, è probabilmente la più antica di Morano ma è
stata completamente ristrutturata nel suo interno nel XVIII secolo.
Bellissimo è il coro elaborato in gusto rococò da Agostino e Maria
Fusco tra il 1792 e il 1805. Sugli altari si ergono i dipinti di G.
B. Colimodio e le statue marmoree di S. Lucia e S. Caterina
d'Alessandria, scolpite da Pietro Bernini, padre del famoso Gian
Lorenzo, intorno al 1591. Dello stesso autore le statue in marmo dei
Santi Pietro e Paolo del primo Seicento, mentre di poco posteriore è
quella pienamente barocca di S. Carlo Borromeo, scolpita nel 1654.
In legno invece, e assegnabile al moranese Giovan Pietro Cerchiaro
(sec. XVII), è la statua della Vergine della Candelora posta nel
transetto. In sacrestia, decorata tra l'altro con una bella tela
dell'Immacolata (sec. XVII), da un frontone di sarcofago del '300 si
conserva una preziosa e rara croce argentea, donata nel 1445 da un
sacerdote della chiesa: "Antonellus de Saxoni". |
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FOTOGRAFIE
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MANIFESTAZIONI CIVILI E
RELIGIOSE
Prima domenica di maggio festa della Vergine dell'Annunziata.
20 maggio Festa del copatrono San Bernardino da Siena, con processione, offerte votive e consegna delle chiavi della città da parte del sindaco.
Nel mese di maggio in occasione della festa patronale, viene annualmente svolta in più giorni la Festa della Bandiera, rievocazione storica della battaglia fra moranesi e saraceni con ricco corteo storico in costume rinascimentale, con sbandieratori e cavalieri.
DA VEDERE
Le risorse naturalistiche
Monte Pollino
Il territorio appartiene al complesso montuoso dei monti
di Orsomarso e Verbicaro. Vedi Orsomarso.
Piano Ruggio, Altopiano di Campotenese, Bosco del
Monaco, Bosco Pollinello, Bosco della Principessa.
Fiume e sorgente Coscile.
Sorgenti: Romanie, San Francesco, Pietra del Torno, Del
Monaco, Tufarazzo, Serra, Tirone.
Grotta di San Paolo: tappezzata da concrezioni
coralloidi ha un dislivello di 41 metri e si sviluppa
per 245 metri
Musei:
Centro Studi Naturalistici del Pollino "Il Nibbio".
Museo di Storia dell'Agricoltura e della Pastorizia
Chiese:
Collegiata dei Santi S. Pietro e Paolo
Convento e Chiesa di San Bernardino
Collegiata di Santa Maria Maddalena
Chiesa di San Nicola (livello superiore dedicato a San
Nicola di Bari, l'inferiore a Santa Maria delle Grazie)
Chiesa del Carmine
Convento del Collereto
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