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Spezzano Albanese
Spezzano Albanese è un comune italiano di 7.267 abitanti della
provincia di Cosenza in Calabria.
Il paese è posto sulla bassa valle del Crati, ed è di etnia,
cultura e lingua arbëreshë, ovvero italo-albanesi.
Situato su una collina a circa 320 m s.l.m., domina la piana di
Sibari e la valle dell'Esaro, con la vista del massiccio del
Pollino a poco più di 20 km.
Facilmente raggiungibile attraverso l'Autostrada A3, dagli
svincoli di Spezzano Albanese-Sibari, Spezzano Albanese Terme e
Tarsia. Stazione ferroviaria a 6 km dal paese, non presidiata e
in stato di abbandono, con alcuni collegamenti tramite autobus
verso Castrovillari e Spezzano Albanese - Terranova da Sibari.
Il territorio del comune confina con i paesi di Terranova da
Sibari, San Lorenzo del Vallo, Tarsia, Cassano allo Ionio,
Castrovillari e Corigliano Calabro.
Il paese deve il suo nome alle origini greco-albanesi della
comunità che ospita, i cui primi componenti raggiunsero questa
parte della Calabria per sfuggire alle persecuzioni dei Turchi
ottomani, che avevano invaso l'Albania nel XV secolo. Il paese
crebbe originariamente attorno ad un nucleo che aveva come punto
di riferimento il santuario della Madonna delle Grazie,
espandendosi progressivamente verso l'alto della collina sulla
quale sorge. Ulteriore impulso allo sviluppo del paese fu dato
dalla costruzione, durante il periodo napoleonico, di quella che
poi diventerà la Strada statale N. 19 "delle Calabrie".
Durante la sua storia nel periodo antecedente all'Unità
d'Italia, molti spezzanesi si schierarono in favore dei
Liberali, in contrapposizione agli abitanti dei paesi vicini
prevalentemente filoborbonici, data anche la lunga tradizione
feudale. Il paese è l'unico che, pur ospitando una minoranza
etnica albanofona, ha cambiato il proprio rito religioso da
bizantino-greco a latino, in seguito all'assassinio dell'allora
arciprete don Nicola Basta[6], ortodosso, intorno alla metà
dell'ottocento e sua sostituzione forzata, da parte dei principi
Spinelli di Terranova da Sibari, con un prete di rito latino. La
prima messa in latino fu tenuta il 4 marzo 1668 da Mons.
Vincenzo Magnocavallo.
Feste e tradizioni
Il martedì dopo Pasqua (Pashkët) si svolge la festa patronale
della Madonna delle Grazie. Suggestivo è il Carnevale di
Spezzano Albanese, con la "Corsa dei cavalli": nei balconi
dirimpettai della strada nazionale pendono gli agnelli (shtierrat)
ai quali viene ficcato un anello alle narici, futuro bersaglio
dei cavalieri che in costumi cavallereschi, brandiscono lo
spiedo e galoppando, poi di corsa, tentano di infilzare lo
spiedo nell'anello dell'agnello. Altri elementi distintivi della
cultura popolare sono i "falò" in onore di San Giuseppe, che
vengono accesi in tutti i vicoli del centro storico.
Monumenti e luoghi di interesse
Spezzano Albanese ospita un sito archeologico, Torre Mordillo,
nel quale si trovano i resti di un insediamento dell'Età del
Ferro comprensivi di una necropoli; l'unico manufatto visibile è
la torre di sezione circolare che denomina il luogo, ben
visibile da grande distanza nella piana dell'Esaro. I reperti
rinvenuti in questo sito che non siano stati trafugati si
trovano sparsi in vari musei, tra cui il Museo Archeologico
Nazionale della Sibaritide, il Museo Pigorini a Roma ed altri.
Nessun serio tentativo di valorizzare l'area è stato compiuto
nel tempo, tanto che attualmente il sito versa in stato di
abbandono.
Inoltre, il sito di Torre Scribla, su una collinetta a circa 1
km dalla dismessa stazione ferroviaria, mostra i resti di un
insediamento militare normanno, un forte che doveva contrastare
l'accesso alla vallata composto da due torri probabilmente
gemelle, di una delle quali esiste una porzione più consistente.
La villa comunale ospita un busto in bronzo di Skanderbeg (che
la repubblica albanese ha regalato a tutte le comunità
italo-albanesi). Significativa è la visita al Santuario della
Madonna delle Grazie di Spezzano Albanese, la cui origine
dovrebbe risalire ai primi insediamenti degli albanesi.
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