Schioppo Salino

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Alla scoperta dello “SCHIOPPO di SALINO” - Mammola (RC)

Al confine Nord-Jonico del Parco Nazionale dell’Aspromonte
Itinerario naturalistico - panoramico - storico

Comune: Mammola (RC)
Carta I.G.M.: 1:25.000 Gioiosa Jonica, 1:50.000 Taurianova
Altitudini: da 220 a 380 mt. s.l.m.
Tempo di percorrenza: ore 2,30 circa da Mammola, ore 1,30 circa dal Passo Sella, ex Scuola
Difficoltà: T – turistico - accessibile a tutti
Periodo: tutto l’anno
Come arrivare: S.G.C. Jonio-Tirreno uscita Mammola
Appoggi: Agriturismo Cannazzi 0964.418023, Rifugio Montano 339.7888079;
B&B San Giuseppe 0964.414760; B&B Malea 0964.414239;
C.F.S. di Mammola 0964.414030; Croce Viola Mammola 0964.418063
Informazioni: Comunità Montana Limina 0964.414112, Comune di Mammola 0964.414025

Descrizione dell’itinerario:
Dall’uscita Mammola della S.G.C. Jonio-Tirreno, si prosegue per circa duecento metri fino a raggiungere gli archi della vecchia Ferrovia di fronte ai giardini pubblici. Si parcheggia l’auto e zaino in spalla, ci si avvia non senza esserci prima dissetati alla vicina fontana.
Il percorso è accessibile a tutti anche a camminatori inesperti.
Si segue la segnaletica del “Sentiero dei Greci” che anticamente portava a Medma l’odierna Rosarno, superando il Santuario di San Nicodemo del Kellerano e il Passo della Limina, punto centrale dello Jonio e del Tirreno, dove il Parco Nazionale dell’Aspromonte confluisce nella Catena delle Serre Reggine.

L’itinerario utilizza per un breve tratto lo svincolo, poi sulla destra, si affianca alla S.G.C. Jonio-Tirreno. Si prosegue sulla strada sterrata risalendo il Fiume Torbido, antico toponimo Sagra, famoso per la battaglia tra Crotoniati e Locresi nel IV-V sec. a.C. avvenuta nei pressi dell’isolotto di Santa Barbara, oggi Parco Museo.

Il Sentiero era comunemente utilizzato dagli abitanti della Magna Grecia poiché metteva in comunicazione il versante Jonico con quello Tirrenico.
Subito dopo si incrocia a destra il torrente Macariace, e a sinistra i ruderi della vecchia Miniera. A destra sulla collina sono ancora visibili due gallerie, dalle quali si estraevano zolfo e arsenico. Questi minerali semilavorati venivano trasportati con la teleferica sulla SS 281 e da lì inviati verso gli stabilimenti del Nord. La Miniera, gestita dalla ditta Rumianca, è stata operante fino all’inizio dell’ultima guerra, è occupava un centinaio di persone.

Più avanti si incontra una grande briglia, e sulla sinistra del torrente si scorge l’agile struttura della Strada di Grande Comunicazione “Jonio-Tirreno”. Si arriva poi ai piedi del Passo Sella, punto di valico per l’attraversamento dell’Appennino sull’antico “Sentiero dei Greci”. Nelle vicinanze si trova l’ex Scuola Elementare Scala e palazzo Barillaro, dimora gentilizia di campagna del secolo XVII.

L’itinerario fino a questo punto si può percorrere anche in auto.Vi si trova un piazzale di fronte alla curva, dove si può parcheggiare. Da qui, attraverso un sentiero, si imbocca la gola del “Salino”.
Il torrente “Salino”, affluente del fiume Torbido, nasce dal monte Limina nel Parco Nazionale dell’Aspromonte.

Si può risalire il torrente scegliendo il percorso più opportuno camminando sul bordo dell’alveo o in mezzo all’acqua, con agili salti sui massi esistenti. Il luogo è veramente incantevole con foreste dalla rigogliosa vegetazione ricca di lecci, ornielli ed erica. La pianta di orniello è usata dai pastori per i collari delle bestie e per costruire utensili, mentre il leccio viene utilizzato come legna da ardere o come carbone. L’erica è molto richiesta per la sua radice (ciocco), da cui si ricavano pregiate pipe e dal fusto vengono ritagliati grandi e caratteristiche cucchiai.

Il sottobosco è ricco di erica e di vari tipi di felce, tra le quali la “Woodwardia radicans”, specie rarissima che si trova in Aspromonte, solo in alcune zone umide o nelle vicinanze di cascate. Lungo il torrente “Salino”, caratterizzato dalla presenza di grandi massi granitici, crescono ontani maestosi che ombreggiano le limpide acque. Qui vengono a dissetarsi animali selvatici che scendono dalle montagne e talvolta si possono intravedere le trote. Risalendo s’incontra una radura dove un tempo gli scalpellini lavoravano la pietra granitica per fare gradini e portali per le case e macine per mulini e frantoi.
Più avanti, a destra, si supera una presa d’acqua (mastra), che serve per le irrigazioni dei terreni della contrada Scala, ricchi di ortaggi e alberi da frutta (ciliegi, nespoli, fichi, gelsi, ecc.).
Il torrente ha formato cascatelle, pozze e piccole anse dove un tempo le donne lavavano i panni. Nell’acqua inoltre, venivano messe a macerare il lino e la ginestra che le abili mani delle tessitrici mammolesi trasformavano in pregiati manufatti. Ancora oggi a Mammola alcune donne usano gli antichi telai per creare splendidi tappeti e copriletti con tinte e disegni di origine greca e bizantina.
Dopo l’ultima ansa del torrente appare la splendida cascata detta “Schioppo di Salino” che, scorrendo tra gole di roccia ferrosa precipita con due salti dall’alto dei suoi 50 metri.
Risalendosi dal lato destro la piccola cascata si arriva al laghetto dove, nelle calde giornate estive, si può anche fare il bagno.
Per fotografare lo “Schioppo”, come viene chiamato dai pastori e dai contadini del luogo, si può salire su un grande masso al centro del torrente. Per tornare a valle si ripercorre tutto il sentiero in senso inverso oppure, giunti alla mastra, se ne segue il corso e poi per una strada sterrata, si raggiunge il piazzale del parcheggio.
La cascata del “Salino” merita una particolare attenzione per le sue bellezze naturalistiche così come i numerosi altri percorsi trekking del circondario.
Il territorio montano di Mammola, vasto circa novemila ettari, ricade all’interno del Parco Nazionale dell’Aspromonte e nella catena delle Serre. Sono migliaia i turisti appassionati del trekking e della montagna che giungono da ogni parte durante tutto l’anno.

A cura di:
Ufficio Agriturismo Comunità Montana della ”Limina”MAMMOLA (RC)

 

 

 

 

 

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