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Santa Maria dell'Isola
Non è precisata la sua origine, certamente la sua
posizione ha attratto asceti ed eremiti, dunque i Monaci
Basiliani introdotti in Calabria dalla Amministrazione
Bizantina per un più efficace controllo del territorio.
Questi si susseguirono a più
ondate sospinti dalle persecuzioni arabe del VII sec. e
successivamente dalla proibizione del culto delle
immagini sacre nell'area direttamente legata a Bisanzio.
Il romitorio lì eretto fu dedicato a S.Menna. Con
l'avvento dei Normanni l'Isola passa ai benedettini
attraverso la cui opera si afferma la latinizzazione di
Tropea.
Già nel 1066, quando fu fusa la porta di bronzo della
Badia Cassinese l'isola appare menzionata. Ancor oggi
appartiene alla diocesi di Montecassino. Il culto di una
Madonna taumaturga in essa praticato, si diffuse tra le
popolazioni rurali di tutto l'arco occidentale del Poro
ed assieme a quello di S.Maria de Latinis si contrappose
a quello di una Madonna dei seguaci del rito greco: la
Madonna di Romania.
Fino agli inizi del XIX sec. era direttamente collegata
a Tropea (in corrispondenza della Chiesa della Pietà) da
un cavalcavia. Nel corso dei secoli a causa dei danni
provocati dai terremoti e dalle incursioni turche
subisce diversi rifacimenti che ne modificano
completamente l'aspetto originario; la sua primitiva
forma bizantina a pianta centrale registra uno sviluppo
longitudinale con l'aggiunta di tre piccole navate. Nel
sec. XIV ebbe aggiunte gotiche: rilievo di Cristo tra i
Santi e una pietra tombale di uno ieromonaco bizantino
dalle linee goticheggianti ad opera del Maestro da
Mileto.
L'attuale facciata è posteriore al terremoto del 1905 ed
è opera di maestranze locali su progetto della diocesi
di Montecassino, all'interno evidenti sono i resti
murari del primitivo tempietto medievale. La chiesa è
meta di pellegrinaggi il 15 agosto (con processione a
mare) e l'8 settembre. All'interno nella volta, una tela
della S. Famiglia del settecento così come il gruppo
statuario nell'altare.
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