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La città, divenuta in epoca imperiale Vibo Valentia, fu fortificata
in seguito dai bizantini, e devastata nel IX e X secolo dai saraceni.
Riedificata da Federico II di Svevia, dal 1239 venne chiamata Monteleone
(nome probabilmente usato già in epoca normanna, che mantenne fino al 1928).
Dal 1420 fu per secoli signoria di famiglie feudali. Dopo il periodo
napoleonico e il ritorno dei Borbone, Monteleone decadde, ma prese parte ai
moti del 1848. Le truppe di Giuseppe Garibaldi vi entrarono nell'agosto
1860.

Vibo Valentia è suddivisa in due parti dalla sua tessitura urbanistica: in
basso, la città settecentesca e moderna, a vie rettilinee; in alto, il
nucleo medievale, con stradette tortuose e ripide, spesso a gradinate. Fuori
città, a nord-est, si trova uno dei maggiori segmenti delle mura greche di
Hippónion, del V-IV secolo a.C., a grandi blocchi (vicino, la base di un
tempio dorico coevo e il belvedere Grande, dal quale la vista spazia dal
Capo Palinuro all'Etna). In alto, sul ciglio superiore del ripiano, è il
Castello, di origine normanna con vari interventi successivi, che ospita il
Museo archeologico statale, dove sono conservati reperti locali preistorici,
protostorici, greci e romani, fra cui una laminetta in oro del V-IV secolo
a.C. Nella parte alta si trovano inoltre il quattrocentesco Palazzo Romei e
la chiesa di San Michele, rinascimentale di forme toscane, del 1519. Nella
città bassa sorgono il Duomo, barocco (costruito fra il 1680 e il 1723), con
tre statue cinquecentesche di Antonello Gagini e, nell'ex convento del
XV-XVI secolo, detto Valentianum, i musei d'arte sacra e dell'emigrazione.
L'economia si basa prevalentemente sul commercio dei prodotti del
circostante territorio agricolo (cereali, olive, uva, agrumi), che si vale
anche dell'attivo porto di Vibo Valentia Marina, dove si trovano
industrie alimentari, chimiche, meccaniche e di materiali da costruzione. La
provincia, nata nel 1996, che comprende cinquanta comuni ed è collinosa e in
minor parte montagnosa, è dedita, oltre che all'agricoltura, alla pesca, a
vario artigianato e all'attività turistica balneare. |